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Ministero della cultura
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Il mwcqMinistero della cultura (mwcgMiC) è un mwcwdicastero del mwdagoverno italiano. È preposto alla tutela della mwdqcultura e dello mwdgspettacolo e alla conservazione del mwdwpatrimonio artistico, mweaculturale e del mweqpaesaggio. Nato nel 1974 come mwegMinistero per i beni culturali e ambientali, negli anni ha assunto diverse denominazioni.
L'attuale mwfaministro è mwfqAlessandro Giuli, in carica dal 6 settembre 2024.
Contents
• Storia
• Premessa
• Logo
• Note
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Storia
L'attuale dicastero nacque dallo scorporo dal mwgqMinistero della pubblica istruzione con la denominazione di "Ministero per i beni culturali e l'ambiente", istituito nel 1974 dal mwgggoverno Moro IVcite-ref-2[2] e di lì a poco ribattezzato "Ministero per i beni culturali e ambientali".cite-ref-3[3] Il primo titolare del dicastero fu mwiwGiovanni Spadolini (vedi mwjaMinistri dei beni e delle attività culturali e del turismo della Repubblica Italiana per la citazione degli altri ministri incaricati dall'istituzione ad oggi).
Il nuovo ministero, programmaticamente definito "per" i beni culturali, a rimarcare la volontà di creare un organo prevalentemente tecnico, raccolse, in buona parte, le competenze e le funzioni in materia che erano prima del mwjgMinistero della pubblica istruzione, quali le antichità e le belle arti, le mwjwaccademie e le mwkabiblioteche. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero alcune del mwkqMinistero dell'interno, come gli mwkgarchivi di Stato, e della mwkwPresidenza del Consiglio dei ministri, come la mwladiscoteca di Stato, l'mwlqeditoria libraria e diffusione della cultura.
Nel 1998cite-ref-4[4] fu poi istituito il "Ministero per i beni e le attività culturali", che raccolse tutte le precedenti competenze e funzioni, alle quali vennero aggiunte: la promozione dello mwmwsport e della impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello mwnaspettacolo in tutte le sue espressioni. L'anno successivo la mwnqriforma Bassaninicite-ref-5[5] confermò il dicastero riorganizzandone la struttura, e anticipandone l'entrata in vigore dal 2001, rispetto alla generalità degli altri ministeri.
Nel 2006, col mwowgoverno Prodi II le competenze dello sport vennero assegnate al nuovo mwpaDipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive, presso la mwpqPresidenza del Consiglio dei ministri. Anche la promozione del mwpgturismo, precedentemente affidata al mwpwMinistero dello sviluppo economico, venne affidata alla Presidenza, presso il nuovo mwqaDipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, tuttavia la responsabilità di questa struttura venne affidata al ministro per i beni e le attività culturali mwqqFrancesco Rutelli, che era anche vicepremier. Col mwqggoverno Monti il dipartimento venne unificato a quello per gli affari regionali e all'ufficio per lo sport creando il mwqwDipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport.
Nel 2013 il mwrqgoverno Letta affida al ministro mwrgMassimo Bray la competenza sul mwrwturismo, e il ministero assume dunque la denominazione di "Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo".cite-ref-6[6] Tale delega è stata mantenuta sotto i successivi governi mwtaRenzi, mwtqGentiloni e mwtgConte II, con la sola eccezione del mwtwgoverno Conte I, durante il quale è stata affidata al mwuaMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nel 2021, con il mwuqgoverno Draghi, la competenza sul mwugturismo viene affidata ad un nuovo ed apposito mwuwMinistero del turismo: di conseguenza, la denominazione del dicastero passa da "Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo" a "Ministero della cultura". Dal 22 ottobre 2022 al 6 settembre 2024 il ministro era mwvaGennaro Sangiuliano, sostituito da mwvqAlessandro Giuli.
Nel 2023, in seguito all'eccessivo sfruttamento del mwvwTeatro greco di Siracusa, la Consulta di mwwaFilologia classica ha promosso una lettera di denuncia per la salvaguardia dell'antico mwwqTeatro greco di Siracusa. L'appello alla tutela del teatro, indirizzato al Ministro mwwgGennaro Sangiuliano e ad altri enti di governo, ha creato un ampio dibattito pubblico sulla salvaguardia e tutela dei beni culturali.cite-ref-7[7]
Denominazioni e organizzazione del ministero
| Ministero per i beni culturali e ambientali | Ministero per i beni culturali e ambientali |
|---|---|
| | Legislazione: DL 657/1974 (convertito con Legge 5/1975 ) Organizzazione: DPR 805/1975 (nuovo regolamento) |
| Ministero per i beni e le attività culturali | Ministero per i beni e le attività culturali |
| | Legislazione: D. Lgs. 368/1998 Organizzazione: DPR 441/2000 (nuovo regolamento) Legislazione: D. Lgs. 3/2004 Organizzazione: DPR 173/2004 (nuovo regolamento) Legislazione: Legge 233/2006 (istitutivo del Dipartimento del turismo in luogo della precedente Direzione generale Turismo incardinata presso il ministero delle attività produttive, ex art. 1, comma 19-ter, lett. c); trasferimento delle competenze in materia di sport al Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive , ex art. 19, lett. a); Legge 286/2006 (che ha disposto la riorganizzazione in direzioni generali, ex art. 1, comma 94) Organizzazione: DPR 2/2007 (modifiche al regolamento); DPR 233/2007 (nuovo regolamento); DPR 91/2009 (modifiche al regolamento) |
| Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo | Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo |
| | Legislazione: Legge 71/2013 Organizzazione: DPCM 171/2014 (nuovo regolamento) |
| Ministero per i beni e le attività culturali | Ministero per i beni e le attività culturali |
| | Legislazione: DL 86/2018 (convertito in Legge 97/2018 ) |
| Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo | Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo |
| | Legislazione: DL 104/2019 (convertito con Legge 132/2019 ) Organizzazione: DPCM 76/2019 ; DPCM 169/2019 (nuovo regolamento) |
| Ministero della cultura (attuale denominazione) | Ministero della cultura (attuale denominazione) |
| | Legislazione: DL 22/2021 (convertito in Legge 22 aprile 2021, n. 55 ) Organizzazione: DPCM 169/2019 , modificato con DPCM 123/2021 e con DPCM 167/2023 ; DPCM 57/2024 e DM 270/2024 modificato con DM 407/2024 (nuovo regolamento) |
Organizzazione
La struttura organizzativa del dicastero è piuttosto complessa, ed è stata oggetto di ripetute modifiche. La struttura ministeriale dispone di uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero, a livello centrale, nonché di uffici periferici.
Premessa
A partire dal 5 febbraio 2020 la struttura del Ministero è conformata a quanto pubblicato nel mw0aDecreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana 2 dicembre 2019, n. 169. In precedenza, la struttura organizzativa e amministrativa del Ministero era regolata dal mw0qDecreto del presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, finché nel 2014 non è stato applicato un nuovo regolamentocite-ref-8[8]. I regolamenti precedenti erano il mw1gDecreto del presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n. 173 e il mw1wDecreto del presidente della Repubblica 28 settembre 2000, n. 441
L'organizzazione dell'amministrazione è stata inoltre interessata dalla mw2qLegge 24 giugno 2013, n. 71 che ha affidato le competenze del turismo al Ministero, con l'istituzione della Direzione generale per le politiche del turismo. Questa struttura fu oggetto di revisione ad opera del mw2gDecreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana 29 agosto 2014, n. 171cite-ref-9[9].
Strutture centrali
Sono uffici di diretta collaborazione i seguenti:
• l'ufficio di gabinetto;
• la segreteria del ministro;
• la segreteria tecnica del Ministro;
• l'ufficio legislativo;
• l'ufficio stampa e comunicazione;
• le segreterie dei sottosegretari di Stato.
Organi centrali del Ministero
Secondo quanto statuito dal Regolamento di organizzazione D.P.C.M. 57 15/03/2024, questa è l'attuale struttura del Ministero che vede quattro dipartimenti, dodici uffici dirigenziali di livello generale centrali, ivi incluso quello di cui all'articolo 22, e quindici uffici dirigenziali di livello generale periferici dotati di autonomia speciale di cui all'articolo 24, commi 2, lettera a), e 3, lettera a); è, altresì, previsto un posto dirigenziale di livello generale di cui all'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, presso il Gabinetto, secondo quanto previsto dall'articolo 32, comma 11:
Dipartimenti [ 10 ]
• Dipartimento per l'amministrazione generale - DiAG
• Dipartimento per la tutela del patrimonio cultura - DiT
• mw9wDipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale - DiVa
• mw-qDipartimento per le attività culturali - DiAC
Le direzioni generali [ 11 ]
• mwaqmDirezione generale Archivi;
• mwaquDirezione generale Biblioteche e diritto d'autore;
• Direzione generale Bilancio;
• mwaqwDirezione generale Educazione, ricerca e istituti culturali;
• mwaq4Direzione generale Musei;
• Direzione generale Organizzazione;
• mwareDirezione generale Sicurezza del patrimonio culturale;
• mwarmDirezione generale Spettacolo.
Organi consultivi centrali
Operano presso il Ministero, quali organi consultivi a carattere tecnico-scientifico le strutture di consulenza e supporto di seguito indicate:
• Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici;
• Consiglio superiore dello spettacolo (già Consiglio nazionale dello spettacolo);cite-ref-12[12]
• Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo;
• Comitato permanente di promozione del turismo in Italia (soppresso)
nonché sette comitati tecnico-scientifici:
• Comitato tecnico-scientifico per l'archeologia;
• Comitato tecnico-scientifico per le belle arti.
• Comitato tecnico-scientifico per il paesaggio;
• Comitato tecnico-scientifico per l'arte e l'architettura contemporanee;
• Comitato tecnico-scientifico per i musei e l'economia della cultura;
• Comitato tecnico-scientifico per gli archivi;
• Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali.
I comitati durano in carica tre anni e possono riunirsi in seduta congiunta a richiesta del Ministro o del Segretario generale per l'esame di questioni a carattere interdisciplinare.
Non è stata confermata, nell'attuale struttura, l'esistenza di due ulteriori comitati di carattere consultivo
• Comitato tecnico-scientifico speciale per la tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale;
• Osservatorio nazionale per la qualità del Paesaggio.
Istituti dotati di autonomia speciale
Tutti con sede a Roma, tranne ove indicato diversamente.cite-ref-13[13]
• mwatuArchivio Centrale dello Stato;
• mwatsCentro per il libro e la lettura;
• mwausIstituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale;
• mwau0Istituto centrale per la grafica;
• mwaveOpificio delle pietre dure, con sede a mwaviFirenze;
• Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, con sede a mwavqTaranto;
• mwavgSoprintendenza speciale per il PNRR;
Musei e parchi archeologici con autonomia speciale
Il ministero può deliberare la creazione di istituti dotati di autonomia speciale, cui affidare determinati musei e parchi archeologici statali di rilevante interesse nazionale. Gli istituti autonomi sono dotati di autonomia scientifica, finanziaria, contabile ed organizzativa, e dipendono funzionalmente dalla Direzione generale Musei.cite-ref-14[14]
Per un elenco completo degli istituti dotati di autonomia speciale e dei rispettivi siti assegnati, si rimanda all'mwawyapposito articolo.
Organi periferici
L'organizzazione periferica del dicastero è alquanto complessa.
In primo luogo, è da notare che il ministero, eccetto quanto concerne il patrimonio archivistico, non esercita competenza sui beni culturali delle tre regioni autonome mwawoSicilia, mwawsTrentino-Alto Adige e mwawwValle d'Aosta, in quanto i rispettivi statuti speciali affidano la materia in maniera esclusiva alle predette.
Al vertice dell'organizzazione periferica si trovano 17 Segretariati regionali:cite-ref-0-15-0[15] essi presiedono la Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale (Co.Re.Pa.Cu.) e coordinano l'attività di tutte le strutture periferiche del ministero site nella rispettiva regione.cite-ref-16[16] La loro attività coinvolge quindi:
• le 43 mwaxksoprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio;cite-ref-17[17]
• i 100 mwax8Archivi di Stato;cite-ref-18[18]
• 38 delle 46 mwayubiblioteche pubbliche statali.cite-ref-19[19]
I segretariati regionali coordinano anche le attività delle 17 mwaysDirezioni regionali Museicite-ref-0-15-1[15] e della mwazaDirezione musei statali della città di Roma, alle quali è affidata la gestione ordinaria dei luoghi della cultura (musei e pinacoteche, aree e siti archeologici) non dotati di autonomia speciale.cite-ref-20[20]
Figurano infine 17 mwazySoprintendenze archivistiche e bibliografiche, che - a differenza dei segretariati regionali e delle soprintendenze, - esercitano la loro competenza su tutte e 20 le regioni italiane, giacché (come scritto sopra) il patrimonio archivistico compete al ministero anche in Sicilia, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta.cite-ref-21[21]
Enti pubblici vigilati
Il ministero vigila anche sui seguenti enti pubblici:cite-ref-22[22]
• mwaamAccademia della Crusca;
• mwaauAccademia Nazionale dei Lincei;
• Edizione Nazionale dei Testi Mediolatini d'Italia;
• Fondazione mwaagGuglielmo Marconi;
• Giunta centrale per gli studi storici, che coordina l'attività di quattro istituti storici (Istituto italiano per la storia antica, mwaawIstituto Storico Italiano per il Medioevo, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, mwaa4Istituto per la storia del Risorgimento italiano);
• mwabaIstituto italiano di numismatica;
• Istituto mwabiDomus Mazziniana;
• mwabqUnione accademica nazionale;
• mwaboMuseo storico della Liberazione;
• Consorzio mwabwVilla Reale e mwab0Parco di Monza;
• Consorzio delle mwab8Residenze Reali Sabaude.
Società controllate
Il ministero esercita i diritti dell'mwaciazionista per le seguenti società, le cui azioni sono detenute dal mwacmMinistero dell'economia e delle finanze:
• mwacyAles SpAcite-ref-23[23], istituita nel 1999, è la società che fornisce "servizi qualificati finalizzati alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali". Ales è una mwacssocietà in house al MiC e nel 2012 ha gestito 27 progetti impiegando 545 personecite-ref-24[24].
• Arcus SpAcite-ref-25[25], istituita nel 2004, è la "società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo". Arcus è una mwadusocietà in house al MiC e ad altri ministeri e nel 2010 aveva in gestione progetti per 105 milioni di eurocite-ref-26[26].
• mwadsIstituto Luce Cinecittà,cite-ref-27[27] erede dell'mwaeaIstituto Luce, è la societàcite-ref-28[28] che conserva il ricco patrimonio multimediale italiano della prima metà del 1900, produce contenuti multimediali ed è proprietaria degli mwaeustudi di Cinecittà.
Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale
Presso il Ministero opera il mwaekComando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, quale struttura dei carabinieri specializzata, a diretta dipendenza funzionale del ministro. Gerarchicamente la struttura dipende dalla mwaeoDivisione unità specializzate carabinieri.
Logo
Il logo del Ministero è ispirato al volto di mwafeApollo, nel mwaficelebre gruppo scultoreo di Apollo e Dafne del mwafmBernini conservato presso la mwafqGalleria Borghese.
Note
cite-note-11. mwaf0mwaf4rgs.mef.gov.it, mwaf8https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/2024-2026/LB/LB_2024_LB-04-DRC-140-Cultura.pdfmwaga Titolo mancante per url mwageurl (aiuto).
cite-note-22. ↑ mwagcmwaggDecreto-leggemwagk mwago1974, n. 657, articolo 1
cite-note-44. ↑ mwahumwahyDecreto legislativomwahc mwahg1998, n. 368
cite-note-55. ↑ mwahwmwah0Decreto legislativomwah4 mwah81999, n. 300
cite-note-66. ↑ mwaimmwaiqmwaiuLegge 24 giugno 2013 n.71 sul sito della Gazzetta Ufficiale, su mwaiygazzettaufficiale.it.
cite-note-77. ↑ mwaiomwaismwaiwConcerti al teatro greco di Siracusa, l'Associazione studi classici si schiera contro, su mwai0la Repubblica, 7 aprile 2023. mwai4URL consultato il 12 aprile 2025.
cite-note-88. ↑ mwajiDecreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italianamwajm mwajq19 giugno 2019, n. 76, in materia di "mwajuRegolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance"
cite-note-99. ↑ mwajkmwajomwajsVerso un nuovo MIBACT - In vigore la riforma del Ministero. primo giorno di applicazione della riorganizzazione, su mwajwbeniculturali.it. mwaj0URL consultato il 14 luglio 2019 mwaj4(archiviato dall'mwaj8url originale il 2 settembre 2018).
cite-note-102. mwakmmwakqmwakuDipartimenti, su mwakyMinistero della Cultura. mwakcURL consultato il 1º maggio 2024.
cite-note-113. mwaksmwakwmwak0Direzioni Generali, su mwak4Ministero della Cultura. mwak8URL consultato il 1º maggio 2024.
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cite-note-1313. ↑ Per l'elenco, cfr. mwalwMinistero della cultura, mwal0mwal4Istituti dotati di autonomia speciale, su mwal8beniculturali.it. mwamaURL consultato il 3 luglio 2021.
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cite-note-0-1515. ↑ 1 per ogni mwam4regione, eccetto mwam8Sicilia, mwanaTrentino-Alto Adige e mwaneValle d'Aosta.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su cultura.gov.it.
• MiC_Italia (canale), su YouTube.
• mwau8Attuale Struttura amministrativa del MiBACT, su beniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2009).
• mwaviDirezione generale Musei del MIBACT, su musei.beniculturali.it.mwavmDirezione generale Cinema del MIBACT, su cinema.beniculturali.it.